Questo progetto ha lo scopo di studiare come i geni di resistenza agli antibiotici e quelli della virulenza evolvono l’uno in rapporto all’altro in Escherichia coli, un batterio commensale e patogeno nell’uomo e negli animali. Gli animali presi in considerazione non sono solo bovini, maiali e pollame ma anche animali da compagnia come cani e gatti.
Premessa
Anche all’interno di una stessa specie, i microrganismi sono caratterizzati da una grande diversità. Così, Escherichia coli, una specie batterica che fa parte della normale flora intestinale dell’uomo e degli animali, può acquisire dei geni che le conferiscono una maggior capacità a provocare delle malattie (patogenicità, virulenza) o che la rendono resistente ad uno o più antibiotici. Di conseguenza, si trovano frequentemente ceppi di E. coli insensibili agli antibatterici e associati a delle patologie come le infezioni urinarie, respiratorie o intestinali, setticemie o mastiti.
Scopo
Lo scopo di questo progetto è di meglio comprendere i meccanismi di evoluzione che portano all’apparizione e alla propagazione dei cloni (variati) di E. coli patogeni e/o resistenti tra gli uomini e gli animali (bovini, maiali, pollame, cani, gatti). Per questo motivo, una collezione di all’incirca 100 ceppi commensali o provenienti da situazioni infettive diverse saranno analizzati per determinare il loro grado di parentela genomica (filogenetica) e anche il loro contenuto in geni di patogenicità e di resistenza. Le relazioni filogenetiche di questi ultimi elementi saranno anch’esse determinate. Le analisi filogenetiche e evoluzionistiche saranno realizzate utilizzando le tecniche dei microarrays (in collaborazione con J. Schrenzel dell’università di Ginevra) e il sequenziamento del DNA.
Importanza
Questo progetto utilizzerà dei nuovi metodi molecolari per studiare l’evoluzione dei geni di patogenicità e di resistenza. Permetterà di determinare l’importanza del passaggio dall’animale all’uomo dei ceppi di E. coli come anche il trasferimento dei geni citati in precedenza. In particolare, permetterà di contribuire a colmare una lacuna delle nostre conoscenze per quel che riguarda il ruolo degli animali da compagnia (gatti e cani) nell’epidemiologia della resistenza batterica agli antibiotici.



